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Milano, 31 marzo 2013 - SEA -

Milano, 31 marzo 2013 - SEA - - FLAI Trasporti e Servizi

Commento della FLAI t.s. all’articolo del Messaggero del 30.3.2013 intitolato “Bonomi taglia 739 posti per salvare la SEA”.

 Commento della FLAI t.s. all’articolo del Messaggero del 30.3.2013 intitolato “Bonomi taglia 739 posti per salvare la SEA”.

Il contenuto dell’articolo del Messaggero è inaccettabile nel merito e nel metodo. Quanto costerà la consulenza di Mediobanca e dello studio Benelli Erede Pappalardo per l’ipotesi della Newco Handling che, di fatto, è un progetto assolutamente iniquo per i lavoratori del Gruppo SEA? Si tratta di sprechi di Stato come è già accaduto per le consulenze degli advisors che prepararono il fallito sbarco in Borsa della SEA? Tutti gli accordi sindacali sanciscono la strategicità dell’Handling nel sistema degli scali milanesi, perché la SEA e il Comune di Milano ora se ne dimenticano? Riteniamo che il progetto delineato nell’articolo del Messaggero sia canagliesco nei confronti dei lavoratori e a favore dei poteri forti. La FLAI ribadisce che lotterà insieme a quelle forze politiche e sindacali per raggiungere due obbiettivi sacrosanti: a) unificazione di SEA Spa e SEA Handling b) mantenimento del 54.8% in mano al Comune di Milano. Con questi due obbiettivi si può ricostruire la SEA in cui non vi siano più sprechi e gestioni clientelari che l’hanno portata al declino morale e a disfunzioni economiche. Il progetto Menzies è delirante, sgretola la Società, crea una grave polarizzazione fra un’élite ricca di emolumenti e di privilegi ed una vasta popolazione di nuovi schiavi. Da questo progetto nasceranno ingiustizie sociali ed inefficienze economiche ed operative, mentre con una SEA ricostruita, come la FLAI sta indicando da anni, potremo creare una realtà industriale più efficiente e rispondente alle esigenze dei lavoratori, degli utenti, del territorio e degli azionisti. La posizione della Commissione Europea è deleteria perché scompagina il Sistema aeroportuale milanese che è stato costruito nel corso di 60 anni con l’impegno e i sacrifici di molte generazioni di lavoratori, essa va respinta per creare un sistema aeroportuale complesso e composito in cui l’Handling sia strategico da tutti i punti di vista: per la crescita, per l’efficienza, per la qualità dei servizi, per la sicurezza, per la produttività. Con SEA Handling inserita in SEA Spa si possono rispettare in modo corretto le regole del mercato e della concorrenza come avviene anche in altri importanti scali europei in cui il numero degli Handlers è inferiore a quello dei nostri aeroporti. La Commissione Europea quando stabilisce le regole sulla concorrenza e sancisce le sanzioni deve tener presente che la stabilità sociale è un fattore determinante anche nel libero mercato, non può non tenerne conto; la sua sentenza viene usata come una clava sui lavoratori; i lavoratori non sono pecore da spingere negli ovili. Le analisi della Commissione Europea che abbiamo letto nella sentenza del 19 dicembre 2012 sulla situazione di SEA Handling vanno verificate perciò è necessaria una rivisitazione sul Gruppo SEA anche attraverso confronti con i rappresentanti dei lavoratori, a cui la FLAI intende partecipare. Laex mercatoria delle direttive europee non può annullare i diritti dei cittadini dei singoli Stati. Di questo passo la nostra libertà e la nostra democrazia diventano parole vuote di significato. Siamo di fronte a disposizioni europee violente sui lavoratori di SEA Handling che non hanno alcuna responsabilità sulle infrazioni ipotizzate dalla Commissione. Se ci sono responsabilità, queste vanno individuate realisticamente nel management che ha gestito il Gruppo SEA dal 2002 ad oggi.  La Commissione Europea e tutti i soggetti che si stanno prodigando per portane in porto un’operazione perversa contro i lavoratori dell’Handling SEA devono tener presente che il mercato non può essere selvaggio e poco attento alle ingiustizie; il mercato, quando non tiene conto che l’economia è un ordine che regola la disposizione, la coordinazione e la proporzione delle parti tra loro e col tutto, fa disastri intollerabili che i lavoratori non possono accettare. La FLAI fa presente che martedì, 2 aprile, alle ore 13:30, incontrerà il Sindaco di Milano e il rappresentante del Fondo 2i, per sostenere le sue tesi e i suoi obbiettivi, 1) mantenimento del 54.8% del Gruppo SEA in mano al Comune di Milano, 2) unificazione di SEA Spa e SEA Handling con la contabilità separata tra i due settori. La FLAI sta interessando i diversi gruppi politici comunali, nazionali ed europei per coinvolgerli in una lotta di giustizia sociale sulla questione che stiamo affrontando anche perché senza giustizia sociale non può esserci convivenza civile. Noi sosteniamo che nel contesto aeroportuale milanese, anche in questa fase di stagnazione, non abbiamo problemi di penuria, abbiamo solo problemi di ridistribuzione della ricchezza prodotta, nel senso che essa è molto sperequata, quindi occorre solo operare con una buona amministrazione puntando su tre cardini fondamentali: sviluppo, efficienza, equità. La posizione della Commissione europea, a nostro avviso, non è coerente con questi principi, anche il progetto di Mediobanca e dello studio Benelli, è sostanzialmente contro i diritti e gli interessi dei lavoratori, crea precarizzazione di sistema, espelle addirittura risorse dall’Azienda che negli ultimi anni ha continuato ad assumere colletti bianchi nonostante la Cassa Integrazione e Mobilità, perciò le loro proposte sono irricevibili. 

 

Segreteria Regionale

F.L.A.I. Trasporti e Servizi