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Milano, 30 maggio 2012 ore 09:30

Milano, 30 maggio 2012  ore 09:30 - FLAI Trasporti e Servizi

Sintesi dell'Incontro del 28 Maggio 2012

Sintesi dell'incontro del 28 maggio 2012 tra l’assessore al bilancio Bruno Tabacci, l’assessore alle politiche per il lavoro Cristina Tajani, il direttore delle relazioni istituzionali Gianni Confalonieri e le delegazioni sindacali FLAI, UGL, USB.

Dall’incontro sono emerse posizioni diametralmente opposte tra i rappresentanti della Giunta Comunale e i sindacati presenti.

Tale linea, che è stata poi confermata dall’assessore Tajani e dal direttore Confalonieri, ci è stata presentata come necessaria per recuperare risorse economiche per gli investimenti sulla città nel prossimo triennio.

Come FLAI abbiamo ribadito la nostra netta contrarietà all’ulteriore vendita perché non ci convince la tesi che con il 18% di azioni privilegiate si possa governare la società. Non eravamo convinti nemmeno con la maggioranza relativa del 38% proposta anche da altre sigle sindacali la cui posizione (azionariato e 38% di governance) si è sciolta come neve al sole.

Tuttora le posizioni dei sindacati confederali sono poco chiare e diverse tra loro. Nella riunione abbiamo confermato di nuovo la nostra posizione che è quella del mantenimento della maggioranza assoluta (minimo il 51%) della proprietà del Comune di Milano per difendere un modello industriale che produce buona occupazione e ricchezza per il territorio.

Il Comune per fare gli investimenti può utilizzare annualmente gli utili di SEA che potrebbero essere raddoppiati se venissero eliminati gli sprechi, alcuni odiosi privilegi e se fossero valorizzati in modo efficiente tutti i settori dell’azienda.

Gli utili per la SEA, e quindi per gli investimenti sulla città, potrebbero essere ancora più sostanziosi se si lasciassero aperte al mercato tutte le rotte dei due scali che ancora oggi soffrono dell’iniquo blocco degli slot; inoltre il contratto di programma che prevede una tassa aggiuntiva sui passeggeri porterà nelle casse di SEA a regime circa 200 milioni di euro/anno di ricavi in più.

Con questa prospettiva di maggiori entrate perché il Comune vuole ulteriormente vendere?

Non siamo per nulla convinti della bontà di quest’operazione su cui c’è anche un’inchiesta della magistratura in corso per turbativa d’asta.

Non è giustificabile che dal 99% di proprietà pubblica (84,5% Comune di Milano, 14,5% Provincia di Milano) si scenda al 18% con la risibile giustificazione che si mantiene la governance.

Ci sono parse altresì poco credibili le rassicurazioni dell’assessore Tajani riguardo al mantenimento dei livelli occupazionali e della integrità del Gruppo SEA.

Dato che le nostre argomentazioni più che ragionevoli non hanno trovato ascolto, come FLAI confermiamo la mobilitazione dei lavoratori, la continuazione della raccolta firme contro l’ulteriore vendita, le assemblee generali da convocare nei tempi opportuni e il prossimo sciopero di 24 ore.

Tutte le iniziative sindacali suddette vorremmo condividerle unitariamente con tutte le sigle sindacali, confederali compresi e con le RSU purché gli obiettivi siano chiari e condivisi con lealtà.

La faccenda della vendita della SEA è diventata una questione politica di lotta sociale tra un gruppo di banche contro i lavoratori e i cittadini, un disegno perverso che distrugge un modello industriale creato nel corso di 60 anni e che ha prodotto buona occupazione e ricchezza per la città.

In un momento di crisi economica nazionale e mondiale alienare un bene collettivo come la SEA è pura follia, ci stiamo chiedendo “cui prodest cioè a chi giova questa operazione?”

Non ci sarà dietro questo disegno la mano della casta politica nazionale e del governo Monti?

Questa domanda sorge spontanea visto che l’attuale ministro dei trasporti Passera deve ancora spiegare molte cose ai contribuenti italiani riguardo l’ “affaire” Alitalia/Airone nonché ai cittadini milanesi e ai lavoratori della SEA riguardo l’attuale situazione di stallo degli aeroporti di Milano.

La consultazione dei cittadini sulla vendita SEA, proposta dalla Giunta Pisapia, oltre che essere una presa in giro è strumentale e noi la contrasteremo con un contro-referendum.

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