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Milano, 26 giugno 2014 - SEA Handling -

Milano, 26 giugno 2014 - SEA Handling - - FLAI Trasporti e Servizi

Comunicato ai lavoratori 
Il 24 Giugno si è svolta in comune una Commissione Consiliare alla Presenza del Sindaco di 
Milano e del Presidente di Sea. Alla riunione oltre ai diversi consiglieri Comunali erano 
presenti anche i rappresentati del "fronte del No". 

Azienda e Sindaco hanno riconfermato che gli accordi del 4/06 non sono in discussione 
costituendo il punto di mediazione più avanzato tra le condizioni poste dall'Europa con la 
garanzia occupazionale per tutti e la tutela delle condizioni normative e salariali dei lavoratori 
nell'ottica della sostenibilità economica di Airport Handling. 

Il Sindaco ha inoltre comunicato di aver avuto un colloquio con il Ministro Lupi che ha 
riconfermato l'impegno del Governo a sostenere il progetto Airport handling nei 
confronti della Commissione, evitando che la Sanzione possa essere trasmessa alla 
nuova società. 

I sindacati non firmatari o almeno una parte di essi che fino a ieri avevano sostenuto 
che il tema dell'Europa fosse tutto un bluff, che ci diffidavano da qualsiasi trattativa con 
lettera degli avvocati in cui si chiedeva l'applicazione del 2112 del cod. civ., che insinuavano 
che l'accordo fosse il problema e non la soluzione e che infine tentavano di convincere i 
lavoratori che votando no non sarebbe cambiato nulla, oggi improvvisamente si ravvedono e 
chiedono di trattare. Perché questo radicale cambio di rotta, a partire dalla revoca dello 
sciopero? Probabilmente si è presa coscienza della situazione drammatica chiedendo 
oggi manutenzioni degli accordi che tra l'altro erano già previste. 

É scritto, infatti, nero su bianco che in caso di miglioramento della situazione della 
Azienda l'accordo nella parte normativa e salariale possa essere rivisto. 

Consideriamo molto importante l'atto compiuto ieri dai Dirigenti Sea che 
costituisce un punto di chiarimento utile anche al miglioramento del clima 
Aziendale. La solidarietà da parte dei dirigenti era già scritta nell'accordo (non 
poteva essere quantificato perché le OO.SS. non hanno la rappresentanza di quel settore) 
che prevedeva anche come utilizzarle (si possono usare solo all'atto della cessazione del 
rapporto di lavoro in quanto non sono possibili ulteriori passaggi di risorse tra Sea SPA ed 
Airport H.) 

Prendiamo atto che il fronte del no stia giorno per giorno cambiando idea ma 
questo non risolve il problema del un consenso dei lavoratori con i quali bisogna 
aprire un dialogo per:

1. Isolare le posizioni più estremiste che negano la realtà e che rischiano di gettare 
i lavoratori in un baratro senza vie di uscita; 
2. Separare i giudizi sul sindacato e sulla gestione aziendale (su questo versante 
il segnale è già stato dato e nulla potrà più essere come prima) dal giudizio di 
merito sulla accordo ; 
3. Riconoscere la necessità di superare questa fase con lo strumento 
dell'accordo che può garantire salario, occupazione, unicità del Gruppo Sea 
e passaggi presenti e futuri dei lavoratori in Sea S.p.A. 

Su queste basi si deve, da qui all'incontro in Regione, raccogliere un nuovo 
mandato dai lavoratori, definire in sede regionale i miglioramenti esplicativi al 
testo per scongiurare la drammatica prospettiva dei licenziamenti e delle 
drastiche riduzioni di salari e diritti. 

Nel frattempo SEA Handling ha inviato a tutti i soggetti interessati (Handlers, ENAC, 
Organizzazioni Sindacali) una richiesta di incontro per l’applicazione della clausola sociale 
relativamente al passaggio di sei vettori (American Airlines; Air Serbia; Norwegian; Silk Way 
Airlines, Tunisair su Malpensa e Blu Panorama su Linate) ad altre aziende di handling. Il 
tema della clausola sociale era già stato posto da SEA H nelle prime fasi della trattativa che 
ha portato agli accordi del 4 giugno, ma era stato accantonato su forte richiesta delle OO.SS. 
a seguito della chiusura dell’intesa che prevedeva l’assorbimento del personale in esubero 
all’interno dell’organico di Airport Handling. 

Nonostante il risultato del referendum abbia respinto l’ipotesi di accordo e quindi anche la 
soluzione al tema della clausola sociale, riteniamo pretestuosa e inaccettabile la 
riproposizione da parte dell’Azienda della clausola sociale, che rischia di essere solo un 
ulteriore elemento di pressione nei confronti dei lavoratori di SEAH, già sottoposti negli ultimi 
mesi ad un elevato tasso di tensione ed apprensione. 

Quegli esuberi devono essere collocati in Airport Handling come prevedeva 
l'accordo. Non accetteremo soluzioni diverse da questa e lavoreremo per 
recuperare i principi degli accordi del 4/6/2014. 

26 giugno 2014 


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