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Milano, 21 ottobre 2012

Milano, 21 ottobre 2012 - FLAI Trasporti e Servizi

LINATE: SPUNTA L’IPOTESI DEL DECLASSAMENTO

Nell’ambiente aeroportuale di Linate si vocifera, sempre con maggiore insistenza, sull’ipotesi di un imminente declassamento dello scalo.

Sembra che dopo i lavori di manutenzione della pista (oggi è lunga 2440 metri e sopporta un peso massimo all’atterraggio di oltre 100 tonnellate), che dovrebbero avvenire la prossima primavera, potrebbe succedere di ritrovarsi una pista ridotta a circa 1600 metri con un peso massimo all’atterraggio ridotto a circa 50 tonnellate.

Se ciò si verificasse sull’aeroporto di Linate potrebbero atterrare solo i cosiddetti “regional jet” aeromobili con capacità che vanno dai 50 ai 100 posti.

A questo punto si capisce perché CAI (la ex compagnia di bandiera) opera già da qualche tempo con questo tipo di aerei su questo scalo.

E si capisce anche perché questa compagnia si è lanciata all’acquisto di una ventina di questi velivoli, concentrandosi così sul trasporto regionale anziché svilupparsi sul lungo raggio e favorire lo sviluppo di Malpensa.

Nella mal augurata ipotesi che ciò si verificasse cosa significherebbe per la SEA, i lavoratori, i cittadini e gli utenti? Cosa significherebbe per la città di Milano?

Innanzitutto piazza pulita della concorrenza, Easy Jet per esempio, che ha una flotta composta principalmente da Airbus 320, non potrebbe più operare sullo scalo mentre in questi giorni ha annunciato un programma di espansione su Linate, oltre che su Malpensa.

Anche i grandi vettori europei sarebbero penalizzati perché volano su Linate con macchine simili, Airbus 319/320/321 e Boeing 737, e quindi non potrebbero più operare se non introducendo o incrementando le rispettive flotte con aeromobili “regional jet” ma è ovvio che questo è un problema né di facile né di immediata risoluzione.

L’utenza dell’area milanese si vedrebbe così costretta ad utilizzare Malpensa perché diminuirebbe drasticamente l’offerta di posti mentre i relativi prezzi crescerebbero vertiginosamente.

Linate scenderebbe dagli attuali dieci milioni di passeggeri a circa tre.

La stragrande maggioranza dei lavoratori SEA verrebbe trasferita a Malpensa perché CAI utilizzerebbe principalmente
proprio personale.

Inoltre ci si chiede a chi potrebbe servire la metropolitana M4 in costruzione a Linate?

I passeggeri business di solito non usano i mezzi pubblici.

E il valore della SEA aumenterebbe o diminuirebbe?

“Cui prodest” questa operazione? Chi trae beneficio da questo escamotage che aggira tutte le regole della concorrenza e non richiede nessun decreto?

Sicuramente non i lavoratori, i cittadini e gli utenti e nemmeno le casse del Comune.

Chiediamo a questo punto che venga messo nero su bianco l’impegno a riconsegnare la pista di Linate, dopo i lavori di manutenzione, con le identiche caratteristiche di oggi.

Milano, 21.10.2012

Segreteria Regionale FLAI T.S.