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Milano, 21 giugno 2012 ore 19:30

La SEA è come un bue squartato

e l’ulteriore svendita o la quotazione in borsa finiscono la sua macellazione

Riteniamo necessario, vista la confusione sull’argomento, chiarire di nuovo la nostra posizione sulla questione SEA.

Nel novembre 2011 attraverso una “gara internazionale”, sulla quale è tuttora in corso un’inchiesta della magistratura per turbativa d’asta, il Comune di Milano cede il 29,75% della SEA al fondo F2i.

Come FLAI esprimemmo tutta la nostra contrarietà a questa operazione, i numerosi documenti sull’argomento sono consultabili sul nostro sito, ma nell’ambiente sindacale rimanemmo, con qualche eccezione, una voce isolata ed inascoltata.

Oggi ribadiamo che la quotazione in borsa della SEA è una ipotesi scellerata e chi la sostiene è animato o da una grande malafede o da una profonda ingenuità.

Per giunta invitare i lavoratori allo sciopero del 22 giugno per alienare la loro azienda è semplicemente demenziale.

Per questa ragione la FLAI non aderirà a questo sciopero indicando a tutti i lavoratori, ed in particolare ai suoi associati, di non seguire strade suicide suggerite da sindacalisti che hanno perso il senso della realtà.

Premesso che siamo comunque contrari all’ipotesi borsa, ci chiediamo come è possibile proporre la quotazione della SEA in tempi come questi in cui i paesi della eurozona sono in profonda crisi, lo spread viaggia ancora tra i 450/500 punti nonostante il governo Monti, non è esclusa l’ipotesi default del nostro paese e benchè le elezioni in Grecia siano state favorevoli ai partiti europeisti i problemi dell’euro sono ancora tutti da risolvere.

Proviamo quindi a pensare cosa succederebbe alla nostra azienda quotata in borsa in caso di default: un disastro totale.

Nel ricordare che la borsa, contrariamente a quanto affermano i sedicenti “brokers” sindacali e politici, non è il luogo, dove si esprimono la democrazia e la trasparenza anzi, queste due parole sono assolutamente sconosciute in quell’ambiente, sottolineiamo che il cosiddetto “azionariato diffuso” è uno specchietto per allodole.

Per quanto riguarda la posizione della
FLAI siamo per lo scambio azionario SEA/Serravalle così in questo modo il Comune arriverebbe a detenere il 68,5%.

La differenza di valore, di circa 35 milioni da corrispondere alla Provincia di Milano, potrebbe essere recuperata attraverso la distribuzione del 3% di quote ai lavoratori ed ai cittadini in una società non quotata come quella attuale.

In tal caso il Comune manterrebbe il 65,5% della società ed in proporzione avrebbe anche i dividendi per il futuro comprensivo degli introiti del contratto di programma.

Dobbiamo lottare con lo sciopero di 24 ore da noi indetto (per la seconda volta) nella giornata del 5 luglio contro lo volontà della Giunta Pisapia di cedere ulteriori quote sino a scendere al 18% in mano al Comune.

Ricordiamo ai cittadini ed ai lavoratori che la SEA è un bene pubblico che produce ricchezza e potrebbe produrne ancora di più se non venisse ulteriormente squartata come un bue a favore dei vari gruppi di interessi che considerano la SEA una preda da spartire.

Gli investimenti del Comune possono essere realizzati gradualmente con i dividendi che la SEA ha sempre dato agli azionisti perciò essa va valorizzata e non ulteriormente svenduta.

Un ulteriore svendita esproprierebbe i cittadini ed i lavoratori di un bene inestimabile per sviluppare buona occupazione e creare una sana economia per il territorio.

Gli amministratori politici del Comune hanno il compito di ben amministrare la SEA non alienarla.

Infatti alienare un bene pubblico costruito dai lavoratori in più di 60 anni significa non riconoscere il fondamento etico del diritto dei cittadini e dei lavoratori di salvaguardare il patrimonio della SEA come luogo di crescita economica e sociale.

Nessuno può credere alle motivazioni di Tabacci di disinvestimento e di investimento in altri campi.

Sotto a questa operazione c’è un solo problema: favorire una privatizzazione a vantaggio di pochi e a discapito della collettività. Tale privatizzazione creerà solo inefficienze di sistema, come successo a Fiumicino, povertà per i lavoratori, meno risorse per i cittadini e meno opportunità per gli utenti del trasporto aereo.

Infatti nessuno parla della necessità di liberalizzare gli slot su Malpensa e Linate bloccati da quattro anni e che se rilasciati produrrebbero ricchezza per tutti, cittadini e lavoratori.

Lo sciopero di 24 ore di domani indetto da CGIL-CISL-UIL per la quotazione di SEA, perché ciò affermano alla stampa i loro segretari regionali, si sovrappone con lo sciopero nazionale della CUB contro il governo Monti e questo crea una grande confusione a livello locale.

La nostra posizione per questo sciopero è innanzitutto la libertà di scelta di ogni lavoratore sull’adesione o meno, sicuramente noi non sciopereremo per la quotazione in borsa della SEA che significa comunque una ulteriore svendita.

SEGRETERIA REGIONALE FLAI

FLAI Trasporti e Servizi

STRUTTURE REGIONALI

PATRONATO

PATRONATO - FLAI Trasporti e Servizi

CAF Linate

CAF Linate - FLAI Trasporti e Servizi

CAF Malpensa

CAF Malpensa - FLAI Trasporti e Servizi

EBILAV TERZIARIO

EBILAV TERZIARIO - FLAI Trasporti e Servizi

FLAI Trasporti e Servizi