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Milano, 20 maggio 2014 - MLE -

Milano, 20 maggio 2014 - MLE - - FLAI Trasporti e Servizi

COSA STA AVVENENDO NELL’AZIENDA PARTECIPATA DALLA SEA

MLE

Avevamo manifestato a suo tempo la nostra contrarietà alla vendita del 75% di MLE ad Argol, in quanto la ritenevamo un'operazione negativa per la SEA e per i lavoratori. (Non ci eravamo sbagliati) Di fatto la vendita di MLE ad Argol è stata una scelta manageriale incomprensibile sotto il profilo dell'utilità della SEA visto che il settore Cargo su Malpensa era ed è tuttora determinante per la crescita dei volumi, dei profitti e dell’occupazione. Argol/MLE ha introdotto lavoro precario ad ampio raggio con l’utilizzo di cooperative ed oggi sta cercando di invadere il mercato dell'Handling rampa facendo concorrenza sleale al Gruppo SEA attraverso azioni spregiudicate, iniziando a breve l’attività di carico scarico aeromobili cargo.

Il fatto che l'ex Presidente e, al tempo stesso, Direttore Generale della SEA, dopo la ricca buonuscita, con il supporto di almeno un top manager SEA ancora in forza, svolga oggi un ruolo di consulente in Argol è certamente un'anomalia che deve far riflettere gli Azionisti, Comune di Milano e Fondo f2i. A noi sembra un'operazione gattopardesca, certamente affaristica non coerente con i principi dell'etica e della deontologia professionale.

E’ noto che anche l’ex Direttore Generale di SEA Handling Spa, dopo i ricchi emolumenti percepiti nel Gruppo SEA da cui è fuoriuscito recentemente, si è insediato in MLE con un disegno arcigno di far concorrenza all’Handling del Gruppo SEA. Chiediamo perché la SEA, dopo tutto quello che ha dato e sta dando a questi managers in termini di stipendi, bonus e benefits, non abbia adottato la clausola della non concorrenza, cioè la loro inibizione a lavorare per un certo numero di anni con aziende concorrenti, pena una congrua penalizzazione delle loro spettanze. Si conoscono anche altri aspetti deleteri dell’aggressività di MLE, quali le offerte di lavoro al personale specializzato di SEA Handling che sta accettando gli incentivi dal Gruppo SEA, per lavorare in MLE.

Dato che MLE è partecipata con il 25% dal Gruppo SEA ci chiediamo se non vi sia un problema di incesto industriale, cioè un conflitto di interessi che al momento della vendita non fu preso in considerazione dal management e dagli azionisti, Comune di Milano e Provincia. Non si resero conto di aver creato una sorta di mostro aeroportuale onnivoro che, di fatto, oggi sta destabilizzando il sistema aeroportuale sotto l’aspetto sociale, organizzativo e produttivo. Il fatto che la SEA con il 25% in MLE faccia concorrenza a sé stessa nel settore handling rampa sembra una grottesca assurdità. Che fare? E’ fondamentale che gli azionisti, Comune di Milano e Fondo f2ì facciano una rigorosa analisi con un commissario super partes su tutta la vicenda MLE, dalla vendita in poi e le condizioni con cui è stata fatta l’operazione, come fu ideata, chi furono i protagonisti, e come furono costruite le procedure di vendita. La missione handling di Fraport comprende anche il Settore Cargo, quindi perché SEA non potrebbe fare la stessa cosa creando una divisione Cargo al 100% di SEA. Sono previste su Malpensa 1 milione di tonnellate di merce a regime quindi è necessaria una visione e un Piano industriale di sviluppo a breve, medio e lungo termine.

Va fatta chiarezza, perché l’incursione di MLE nell’Handling rampa è contro gli interessi del Gruppo SEA e se vi sono responsabilità, come noi crediamo, di top manager all’interno del gruppo SEA, che vengano allontanati da subito.

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