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Milan0, 8 agosto 2013 - SEA -

Milan0, 8 agosto 2013 - SEA - - FLAI Trasporti e Servizi

Appunti per le vacanze


Appunti per le vacanze

Il mese di agosto dovrà essere un momento di profonda riflessione perché a breve dovremo confrontarci con grandi problematiche relative alla questione, in primis, di SEA Handling e di tutto il Gruppo SEA contemporaneamente.

Rispetto alla gestione precedente, è bene ricordarlo, che rendeva concreta l’ipotesi dello spezzatino di SEA Handling e l’ingresso della società scozzese Menzies, il nuovo management e gli azionisti del Gruppo SEA hanno dichiarato la volontà di tenere insieme le due aziende.

Non è una cosa di poco conto. Tanto è vero che la FLAI-TS nel recente incontro con il nuovo vertice dell’azienda ha preso atto di queste dichiarazioni, che coincidono con le nostre rivendicazioni, e ha espresso la volontà di collaborare affinché si realizzi questo obiettivo.

Ovviamente la questione della sanzione è ancora sul tavolo e il recente ricorso del Governo contro la “sospensiva del TAR” complica ancora di più la vicenda.

A partire dal primo settembre inizieranno i confronti in sede comunitaria tra management SEA e Commissione Europea che ci impongono l’elaborazione di nuove strategie anche a livello sindacale se vogliamo essere parte attiva in questi processi che influenzeranno il futuro dell’intero Gruppo SEA.

Per quanto riguarda la FLAI-TS la discontinuità è rappresentata da una azienda che ha mutato in modo consistente il capitale sociale con l’ingresso del Fondo F2i (44,5%) e quindi in sostanza oggi è una azienda per metà pubblica e metà privata.

Una ulteriore discontinuità è data dalla valorizzazione di SEA Handling attraverso una spending review, un controllo accurato dei costi nonché di tutta la gestione del settore eliminando sprechi e sacche improduttive.

L’obiettivo è quello del pareggio di bilancio in quanto non sarà più possibile ricapitalizzare il capitale sociale da parte di SEA S.p.A.

Il  processo di efficientamento dovrà prevedere l’ottimizzazione delle risorse anche attraverso la mobilità interna infragruppo.

Sul versante dei ricavi occorre incrementarli attraverso due momenti: uno riguarda alcune attività operative del Gestore confinanti con quelle dell’Handling e l’altro attiene alla crescita dei volumi di traffico bloccata da una politica degli slot frenante lo sviluppo dei nostri aeroporti.

La tesi che Linate cannibalizza Malpensa è semplicemente fuorviante perché i due aeroporti sono complementari e le due tipologie di traffico sono differenti.

Se dovesse di nuovo prendere piede una tesi simile sarebbe un disastro in termini sia occupazionali che di servizi agli utenti e al territorio perché avremmo complessivamente una diminuzione di traffico.

Il nuovo progetto Alitalia di posizionarsi su Linate con nuovi collegamenti su Vienna e poi su altre città europee sfruttando gli slot che non utilizzerà più su Fiumicino, finisce per penalizzare i nostri scali anche perché Alitalia/Airone chiuderà le tratte su Malpensa.

Una ulteriore penalizzazione deriva dal self-handling di Alitalia su alcune tratte, pertanto auspichiamo che i servizi di SEA Handling vengano svolti in full-handling per tutte le compagnie.

Inoltre il nuovo progetto Alitalia non è coerente con il decreto Bersani bis i cui contenuti dovrebbero essere rivisti alla luce delle profonde mutazioni di traffico avvenute e soprattutto perché le politiche protezionistiche non possono ulteriormente deprimere la domanda degli utenti e l’esigenza di crescita dei nostri scali.

L’aver sottovalutato la quarta libertà dell’aria (Openskies) ha fatto naufragare il progetto Lufthansa che avrebbe fatto di Malpensa il suo quarto hub.

Va bene la quinta libertà dell’aria con le compagnie del medioriente ma se non si scioglie il nodo Openskies  Malpensa non potrà esprimere appieno le sue potenzialità.

Solo attraverso la liberalizzazione degli slot su Malpensa e Linate si avrà il pieno sviluppo dei due scali e a Roma il Governo ha la parte più rilevante sulla vicenda.

E’ singolare che mentre la Commissione Europea sanzioni SEA Handling per presunti aiuti di stato che avrebbero danneggiato la concorrenza, nulla abbia da dire sul fatto che gli scali gestiti da SEA siano stati finora penalizzati dalla mancanza di concorrenza tra vettori aerei e da politiche protezionistiche.

Le cause del deficit dell’Handling dipendono anche da questo fattore.

A chi giova la scelta di due pesi due misure? 

 

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