Home » Ultime Notizie » Malpensa, 8 marzo 2014 - Coros -

Malpensa, 8 marzo 2014 - Coros -

Malpensa, 8 marzo 2014 - Coros - - FLAI Trasporti e Servizi

Malpensa, sciopero a Cargo City / lavoratori della Qoros incrociano le braccia e gli aerei partono vuoti: ci devono ascoltare

 

MALPENSA – Luciano lavora dal 2009 alla Cargo city di Malpensa, ma pur non avendo mai

Cambiato mansione e posto di lavoro, ha già indossato quattro casacche diverse. Prima era l'Air Service, poi è diventata l'Incontro, due anni fa è arrivata la Med e ora è alle dipendenze della cooperativa Coros. A ogni cambio d'appalto, che puntualmente si presenta in piena estate, è un gioco al ribasso che colpisce indistintamente lui e tutti i suoi colleghi. «In quattro anni abbiamo perso almeno 350 euro in busta paga», dice. «Senza poi contare la malattia non pagata, i ticket che non esistono più, la maggiorazione del turno notturno passata dal 40 al 25 per cento e le indennità di servizio azzerate, perché con questo via via di cooperative raggiungere gli scatti è impossibile», spiega Andrea Orlando, sindacalista della Fiai. «In altre parole, questi sistematici cambi d'appalto non sono nient'altro che un gioco al ribasso per tutti: per vincere l'appalto le coop devono abbassare l'offerta, ma poi per stare dentro nei costi massacrano il costo del lavoro. Fosse per loro, vorrebbero arrivare qui, lasciare a casa chi si lamenta e dare a tutti gli a 800 euro al mese, nonostante scaricare e caricare gli aerei sia un lavoro duro che comprende notti e domeniche». Ieri, a partire dalle 5.30 del mattino, gli oltre duecento lavoratori della Coros hanno deciso di spezzare questo circolo vizioso e incrociare le braccia, paralizzando l'attività di Mle-Argol (che appalta la gestione del cargo al Consorzio Logitech, che a sua volta si affida alla manodopera della Coros) e imbracciando la bandiere della Flai e della Cub trasporti per rivendicare i loro diritti. «Nemmeno quando sono stato operato d'ernia mi hanno pagato la malattia, eppure sono otto anni che lavoro qui e non sono mai mancato un giorno», si la menta uno degli scioperanti. Già, perché come spiega Renzo Canavesi (Cub), «i primi tre giorni non vengono pagati e dal quarto prendi poco più del 50 per cento, il solo Lo sciopero di 24 ore della Coros ha paralizzato in pochi attimi l'attività di Mle, perché all'interno dei capannoni il rapporto tra i lavoratori della cooperativa che movimentano le merci e i dipendenti effettivi della società appaltante è ormai di tre a uno. I voli cargo sono partiti praticamente vuoti: fatta eccezione per la mercé di priorità (medicinali, cibo deperibile, animali vivi, salme, materiale umanitario), per la quale è stato garantito il servizio, il resto è rimasto a terra, con disagi notevoli. La trattativa tra le parti è iniziata nel primo pomeriggio con l'arrivo del presidente di Logitech da Torino e i vertici della Coros, ma in tarda serata non era ancora stato trovato l'accordo. «Eppure non stiamo chiedendo nient'era ancora stato trovato l'accordo. «Eppure non stiamo chiedendo nient' altro che una paga dignitosa e i diritti sacrosanti di un Paese civile», dice Orlando. «Un paese civile? Qui sembra di essere tornati ai tempi della schiavitù», lo corregge subito un suo iscritto, facendo capire che la distanza tra le parti è abissale.

 

Prealpina, 8 marzo 2014 - Gabriele Ceresa