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Il Messaggero, 30 marzo 2013 - SEA -

Il Messaggero, 30 marzo 2013 - SEA - - FLAI Trasporti e Servizi

Bonomi taglia 739 posti per salvare la SEA

Bonomi taglia 739 posti per salvare la SEA

ROMA Sebbene in ritardo, la Sea ha inviato a Bruxelles, tramite il governo, il ricorso contro la maxi-multa da 360 milioni (più gli interessi) per gli aiuti di stato individuati nelle 18 ricapitalizzazioni effettuate su Seah Handling (Seah). Nel dossier, che comprende cinque allegati ed è partito mercoledì 27, il gruppo milanese presieduto da Giuseppe Bonomi, in attesa della sospensiva chiesta al Tribunale Ue sull’efficacia della sanzione, recepisce comunque l’indicazione di riscrivere il perimetro di Seah, onde dare luogo a una discontinuità organizzativa e di business rispetto all’assetto attuale (viziato evidentemente dagli aiuti di stato ricevuti), prima della vendita. L’ACCORDO CON MENZIES In proposito è pronta una lettera di intenti con il gruppo Menzies che pone, però, la condizione di avviare una trattativa in esclusiva non essendo disponibile a partecipare a una gara. Al ricorso è allegato anche «il sostegno delle Autorità italiane a ogni soluzione alternativa al mero recupero monetario dell’aiuto», scrive Roberto Adam, capo dipartimento Politiche europee del governo, poiché «il recupero determinerebbe automaticamente il fallimento di Seah». Con l’ausilio di Mediobanca e dello studio Bonelli Erede Pappalardo, il gruppo che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa, ha delineato il percorso della nascita di Newco Handling in modo che «possa avere una dimensione pari al 70% di Seah in termini di attività esercitate». Nello spezzatino «si assisterebbe a una riduzione di circa 739 unità rispetto al personale di Seah, pari a 2.392 a tempo pieno, di cui 2.062 impiegati per le attività di gestione diretta e 330 a tempo pieno che svolgono servizi per Seah sulla base di contratti di servizi/subappalto. E’ inoltre prevista una ristrutturazione che comporterà l’esodo agevolato di 200 unità a tempo pieno». In totale ci sarà, dunque, una riduzione di personale del 30%. Nella newco troveranno spazio solo alcune delle attività di Seah previste dal codice Iata: il rifornimento di carburante, i servizi ai passeggeri, le attività di rampa, altri servizi (le emergenze). Il perimetro di trasferimento alla Newco e successiva alienazione non comprenderà molti altri servizi. Per esempio, le attività svolte mediante contratti di subappalto da operatori terzi (pulizie aerei) e da Sea (servizio bus interpista); le attività di amministrazione e supporto alla gestione aeroportuale svolte da Seah in esclusiva come i servizi offerti mediante risorse dedicate (fast track, carrelli bagagli). E non saranno trasferite nemmeno le attività di direzione generale e staff, come quelle svolte in gestione diretta e quelle svolte da Sea sulla base di contratti di servizi. I 200 dipendenti a tempo pieno, destinatari al 31 dicembre 2013 «di misure di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, non formeranno oggetto di cessione». I NUOVI CONTRATTI La vendita «comporta la stipula di nuovi contratti di lavoro subordinato tra Newco - continua il ricorso - e i lavoratori». Ciò implicherà la stipula di nuovi accordi. «E’ ragionevole attendersi una riduzione del costo del lavoro di circa il 10% e una diversa articolazione dello stesso secondo il seguente schema: istituti derivanti dal contratto collettivo nazionale, istituti derivanti da contrattazione aziendale integrativa negoziati tra sindacati e Newco (10%)». Riguardo alle strategie di business, l’acquirente «avrà l’opportunità di sviluppare una strategia alternativa in discontinuità attraverso un indirizzo e controllo strategico esercitati lontano da Milano, probabilmente dall’estero, da parte del proprio quartier generale; centralizzare servizi di direzione generale, offerta ai vettori di servizi su scala nazionale e internazionale. Sea illustra anche i vantaggi di una cessione mediante trattativa privata. «La lettera di intenti negoziata con Menzies prevede che quest’ultimo rinunci in presenza di una gara, ma sarebbe disponibile a un accordo al fine di acquisire le attività di Seah, individuate da Sea d’intesa con la Commissione». Sea sottolinea infine che qualora Bruxelles volesse indire una gara «rischierebbe di perdere l’unico possibile acquirente che si sia fatto avanti».

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