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3 Aprile 2012

Perchè siamo contro la quotazione in borsa della SEA

 

Ribadiamo ancora una volta la necessità del mantenimento da parte del Comune di Milano di una quota non inferiore al 51% di SEA.

Per noi il 51% è la condizione indispensabile non negoziabile, in quanto solo ciò garantisce che un bene collettivo rimanga saldamente nelle mani del Comune che ha la missione principale di governare l’azienda mettendo al centro il lavoro e lo sviluppo armonico dell’economia aeroportuale che si riflette nell’economia della città e del territorio.

Siamo nettamente contrari all’ipotesi della quotazione con la maggioranza relativa in mano al Comune in quanto la riteniamo una ipotesi confusa difficilmente comprensibile per i lavoratori e per i cittadini.

Poniamoci la domanda: con una simile frammentazione dell’azionariato chi governerebbe le strategie aziendali, il Comune, la Provincia, il fondo F2i, i nuovi azionisti?

Noi non crediamo all’idea che si possa governare senza la maggioranza assoluta in mano ad un soggetto forte come il Comune di Milano.

Abbiamo l’esperienza che negli ultimi sessanta anni la SEA è cresciuta e si è sviluppata sopratutto perché il Comune aveva la maggioranza assoluta dell’84% e con questa ha potuto determinare le strategie aziendali anche in periodi di difficoltà con particolare riguardo alla stabilità dell’azienda e dei posti di lavoro.

Siamo contrari a tutte queste alchimie sulla quotazione e sulla governance da parte del Comune con la sola maggioranza relativa.

Riguardo alla Provincia di Milano non ne conosciamo le reali intenzioni e per questo abbiamo chiesto un incontro al presidente Podestà.

Critichiamo l’arroganza della Giunta Pisapia che non ha ascoltato i lavoratori quando ha deciso di svendere al fondo F2i il 29,75% della società.

Se si prosegue ancora in questo modo vuol dire che anche con Pisapia non c’è democrazia perché è venuta a mancare la partecipazione che tanto è stata declamata durante la campagna elettorale.

A tal proposito vogliamo anche ricordare che la svendita della SEA non faceva parte del programma di Pisapia e sempre nel suo programma era chiara la contrarietà ai doppi incarichi che danno luogo ad ambiguità e a possibili interessi trasversali.

Ribadiamo ancora una volta i nostri obiettivi in modo chiaro e forte:

· -il 51% della SEA in mano al Comune di Milano

· -vogliamo che il Comune si impegni nei confronti del Governo per le liberalizzazioni degli slot su Linate e Malpensa che sono bloccati da quattro anni attraverso politiche miopi di protezionismo

· -il mantenimento del settore Handling come attività portante e strutturale del sistema aeroportuale

· -che sia distribuito il 3% dell’attuale pacchetto azionario (S.p.A. non quotata in borsa) del Comune ora al 54%, ai lavoratori e ai cittadini attraverso un progetto innovativo di partecipazione

Per i suddetti obiettivi continueremo a lottare attraverso la mobilitazione dei lavoratori e la proclamazione degli scioperi che servono non a sfociare nell’antipolitica ma a creare condizioni di partecipazione e di dialogo con le forze politiche e con le istituzioni.

 

SEGRETERIA REGIONALE FLAI t.S.

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